Ricerche coordinate

 
 Sondaggi d'opinione: un'esperienza didattica

 Rilievo topografico

Indagine Statistica

 Qualità delle acque dei fiumi Chienti e Potenza

 Inquinamento acustico
 

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 METODI DI CAMPIONAMENTO E SONDAGGI D'OPINIONE:
UN'ESPERIENZA DIDATTICA

a cura di Maria Bonacucina e Patrizia Marsili (1)

lLo spazio della nostra rivista dedicato alla scuola preuniversitaria si sta sempre più arricchendo di contributi che provengono dalla scuola stessa. Nell'augurarmi vivamente che questa tendenza continui, presento con piacere l'articolo che segue, scritto dagli alunni delle due quarte dell'lstituto Tecnico Commerciale di Camerino, come il risultato di un'esperienza a cui ho partecipato.
Nell'organizzare un seminario sui sondaggi elettorali per gli studenti del mio corso di Statistica ho ritenuto opportuno coinvolgere anche gli studenti delle scuole secondarie superiori in quanto l'argomento, specialmente nell'imminenza delle elezioni politiche, poteva suscitare un certo interesse. L'iniziàtiva ha avuto indubbiamente successo: il tema stesso del seminario ha fatto sì che l'aula fosse gremita di molti giovani e la presenza di un relatore quale il dott. Brusati, della DOXA, ha fatto il resto. L'interesse e la viva partecipazione sono stati tanto evidenti che alcuni degli studenti hanno voluto approfondire l'argomento, effettuando due sondaggi.
Il coinvolgimento dei ragazzi è stato davvero spontaneo e dietro loro esplicita richiesta volentieri ho collaborato con indicazioni e consigli sulla metodologia da seguire nel lavoro. Mi è sembrato che tutto questo meritasse una testimonianza scritta ed anche, ne sono sicura, qualche lettore e così ho chiesto ai ragazzi di raccontare per Induzioni questa loro esperienza. Ringrazio le insegnanti per la disponibilità e la cura nell'approntare tutto il materiale. Ma soprattutto ringrazio gli autori dell'articolo perché con il loro impegno, il loro entusiasmo e, soprattutto con la loro curiosità mi hanno rassicurata che nella scuola tali qualità sono ancora ben vive.


Maria A. Pannone (2 )

(1) Istituto Tecnico Commerciale e per Geometri "G. Antinori"- Camerino
(2) Istituto di Studi Economici e Sociali - Università di Camerino

Introduzione

Nell'ambito della programmazione didattica talvolta si sente l'esigenza di sviluppare ed approfondire alcuni argomenti attraverso metodologie che esulino dalla normale attività di insegnamento. In particolare, affrontando lo studio del calcolo delle probabilità e della statistica, si è avvertita spesso la necessità di calarsi nella pratica degli argomenti per farli recepire più facilmente agli alunni.
Lo spunto per il lavoro che presentiamo è scaturito dalla partecipazione, da parte delle classi IV A e IV E commercio del nostro Istituto, al seminario , organizzato dalla Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Camerino il 28 febbraio 1994, che ha avuto come relatori E. Brusati della DOXA e J. P. Berardo dell'Università di Camerino.
Gli argomenti esposti ed il dibattito che ne è seguito hanno stimolato l'interesse degli alunni, tanto da indurli a realizzare un loro personale lavoro che sfruttasse le tecniche del sondaggio, delle quali fino a quel momento avevano solo una conoscenza teorica.
La classe IV A ha deciso di esaminare l'atteggiamento della gente nei confronti dei sondaggi, mentre la classe IV E ha scelto come argomento di indagine una problematica sociale che investe la natura e la dignità dell'uomo, il razzismo.
Noi insegnanti abbiamo fatto in modo che l'attività si svolgesse quanto più possibile durante le ore di lezione, fornendo la nostra collaborazione e gli strumenti necessari per la realizzazione della stessa. Di rilevante importanza sono state la disponibilità e l'assistenza offerte dalla professoressa M. Pannone, docente di Statistica dell'Università di Camerino, alla quale i ragazzi si sono rivolti per avere suggerimenti sulle modalità di effettuazione delle indagini, chiarimenti su alcuni aspetti teorici del campionamento e materiale bibliografico.
Il lavoro realizzato ci ha soddisfatto pienamente poiché ci ha permesso di constatare la partecipazione viva ed attiva ed il coinvolgimento di entrambe le classi, che hanno collaborato ed instaurato anche rapporti di amicizia.
La relazione scritta a conclusione del lavoro, di cui qui appresso è presentata solo la parte riguardante i sondaggi effettuati dalle due classi, contiene un'introduzione di carattere storico sui sondaggi per campione dell'opinione pubblica ed alcuni richiami sui vari metodi del campionamento.

Un sondaggio sui sondaggi

Il seminario sui sondaggi elettorali ci ha immediatamente suggerito il tipo di sondaggio da svolgere poiché eravamo rimasti incuriositi da un sondaggio a cui si è fatto cenno all'inizio del seminario dove, come introduzione all'argomento e per rimarcare quanto l'uso dei sondaggi sia oggi così diffuso, è stato mostrato il titolo di un articolo di un settimanale che aveva commissionato un sondaggio per !
Abbiamo allora pensato di effettuare noi stessi un sondaggio sui sondaggi, rivolgendo ad un campione degli abitanti di Camerino di età non inferiore a 18 anni delle domande da noi formulate in proposito.
Per la determinazione di un campione perfetto avremmo dovuto disporre nella lista dei residenti nel comune di Camerino, completa dei nominativi, degli indirizzi, delle date di nascita e quant'altro fosse servito per la nostra indagine. Ad esempio, poteva essere utile conoscere la professione ed il titolo di studio in quanto probabilmente questi caratteri influiscono sull'atteggiamento nei confronti dei sondaggi.
A nome della scuola abbiamo inviato una lettera all'ufficio anagrafe di Camerino per richiedere i dati suddetti, ma la risposta è stata negativa in quanto il Comune non poteva divulgare .
E stato necessario, quindi, modificare i nostri piani ed effettuare un campionamento per quote sulla base della composizione della popolazione per sesso e per classi di età. Per questo è stata inviata una seconda lettera di richiesta dati al Comune e questa volta siamo stati accontentati perché le nostre richieste erano di carattere generale e non più personale.
Dai dati inviati dal Comune, relativi al 31 dicembre 1993, abbiamo ricavato la composizione percentuale dei residenti per sesso e per classi di età limitandoci, per quest'ultimo carattere, a due fasce distinte: età compresa fra i 18 e i 40 anni ed età superiore a 40 anni (Tabella 1).

TABELLA 1

Composizione percentuale della popolazione residente nel comune di Camerino per sesso e per classi di età (31 dicembre)

 Età

 Maschi

 Femmine

 Totale

 18-40

 18.99

 16.50

 35.50

 >40

 28.98

 35.53

 64.50

 Totale

 47.97

 52.03

 100.00

(N=6.350)

Avendo stabilito di effettuare 200 interviste, le quote da raggiungere sono risultate:

 Età

 Maschi

 Femmine

 Totale

 18-40

 38

 33

 71

 >40

 58

 71

129 

 Totale

96

 104

 200

Nella preparazione del modello di rilevazione abbiamo deciso di fare pochissime domande
per non stancare l'intervistato e di adottare un linguaggio semplice e sintetico. Siamo
giunti così alla formulazione della seguente scheda

 ETA'

18-40

>40

O

SESSO

 F

O

 M

O

 1) Ritiene che i sondaggi siano attendibili?

 SI

O

 NO

O

 NON SO

O

 2)Lei risponde in maniera sincera ai sondaggi:

-relativi a ricerche di mercato?

-che investono la sua sfera personale?

-che riguardano problemi attuali della collettività (ecologia, energia nucleare,...)?

-di carattere politico?

 O

O

O

O

 O

O

O

O

 O

O

O

O

 3) Ritiene che i risultati dei sondaggi possano influenzare l'opinione della popolazione a cui sono rivolti?

 O

 O

 O


La città è stata divisa in 6 aree (Centro storico, S. Anna, S. Paolo, Mosse, S. Venanzio e via G. Leopardi) ognuna delle quali è stata assegnata a 2 o 3 intervistatori. Il metodo da noi applicato è stato misto: alcune persone sono state interpellate per strada, altre sono state contattate presso le loro abitazioni. A parte alcuni casi in cui l'intervistato ha preferito leggere il questionario e compilarlo personalmente, generalmente le risposte sono state trascritte da noi stessi. Va infine detto che, anche se alcune delle persone contattate non hanno voluto collaborare, per lo più non abbiamo avuto difficoltà a farci accettare ed a portare a termine l'intervista.
Nei prospetti seguenti sono riassunti i risultati della nostra indagine.

1) Ritiene che i sondaggi siano attendibili

 

 Totale

 Femmine Maschi
  18-40  >40
 

 %

  %       %
  %       %          

SI

 57

  60      53
  54      58 

 NO

 18

  21      15
  18      18

 NON SO

 26

  19      32
  28      24
 

 100

 100     100
 100     100

2) Lei risponde in maniera sincera ai sondaggi:

   relativi a ricerche di mercato?  che investono la sua sfera personale?  che riguardano problemi attuali della società?  di carattere politico?
 

 %

 %

 %

 %

 SI

 77

 55

 76

 56

 NO

 17

 28

 16

 26

 NON SO

 6

 18

 8

17 

 

 100

 100

 100

 100

3)Ritiene che i risultati dei sondaggi possano influenzare

l'opinione della popolazione a cui sono rivolti?

 

 Totale

Femmine Maschi
 18-40      >40
 

 %

  %         %
    %        %

 SI

 51

  50       51
   45       53

 NO

 29

  20       27
   34       26

 NON SO

 21

  30       22
   21       21
 

100

 100      100
  100      100

Nel campione da noi intervistato il 57% delle persone ritiene che i sondaggi siano attendibili, e non c'è sostanziale differenza né rispetto all'età, né rispetto al sesso.

Nella domanda 2 si nota una variabilità nelle percentuali di risposte affermative date a seconda del tipo di sondaggio: più della metà degli intervistati ha dichiarato di rispondere con sincerità ai sondaggi ma, come del resto era prevedibile, c'è maggiore disponibilità a rivelarsi se questi trattano argomenti che, come le ricerche di mercato o i problemi della collettività, non toccano questioni più personali e private.
Relativamente alla domanda 3, dove il campione si è diviso a metà fra quelli che ritengono che i sondaggi possono influenzare l'opinione della gente e quelli che o ritengono il contrario oppure non sanno, ci è sembrato difficile trarre delle conclusioni. Forse la domanda è un po' troppo generica e va formulata in modo più preciso. Neanche in questo caso abbiamo riscontrato una notevole differenza nelle risposte quando sono state divise per sesso e per fascia di età.
Nell'analisi dei risultati si è anche discusso sulle percentuali, piuttosto alte, di risposte " non so" ottenute nelle domande I e 3 rispetto a quelle della domanda 2 nel suo complesso. Qualcuno ha detto che forse il significato della parola "attendibile" non è chiaro, visto che proprio la domanda 1 ha la percentuale più alta di risposte "non so" e che probabilmente la domanda" lei crede ai sondaggi?" sarebbe risultata più efficace. Abbiamo concluso che in ogni caso è la differenza tra i tipi di domande che può determinare un grado diverso di indecisione. Infatti, per poter rispondere sì o no alle domande 1 e 3 è necessario che l'intervistato abbia un'opinione sul loro contenuto, il che non è scontato, mentre la domanda 2 è sul comportamento che si assume in certe circostanze. In questi casi è più facile ottenere una risposta definita, specialmente se la domanda non è " imbarazzante ". Nella domanda 2, infatti le percentuali più basse delle risposte si riferiscono ai casi in cui si chiede se si è sinceri nei sondaggi pcr le ricerche di mercato e per quelli sui problemi della collettività.

CLASSE IV A Comm.


Un sondaggio sul razzismo: tre domande a confronto


L'obiettivo del nostro lavoro è stato quello di vedere, attraverso un sondaggio su un campione di alunni del nostro Istituto, se il modo di porre una certa domanda incide sulle risposte, dando luogo a risultati contrastanti.
Abbiamo scelto come argomento il razzismo ed abbiamo cercato delle alternative alla formulazione della domanda Sei razzista? che, sia per la forma, così diretta, sia perchè vi compare la parola "razzista" , può indurre a dare una risposta negativa ma nei fatti non sincera. Per indagare su una questione così delicata occorrono domande che affrontino il problema da più lati, e mai così direttamente. Noi volevamo, però, proprio mettere alla prova la domanda diretta confrontandola con altre domande che, invece, possono indicare se si è razzisti con l'esame di certi comportamenti. Le formulazioni da noi proposte, e discusse in classe con l'insegnante di lettere, sono state tante; alla fine abbiamo deciso di confrontare le risposte alla domanda ~Sei razzista? con quelle date alle due domande seguenti:
Ospiteresti in casu tua un coetaneo di colore?
Se tua sorella, o tuo fratello, decidesse di sposare una persona di colore, ti opporresti?
Per effettuare il confronto abbiamo deciso di assegnare ogni domanda ad un piccolo gruppo di studenti, evitando di aggregare persone con le stesse idee; per questo il campionamento casuale ci è sembrato come il metodo più adatto per selezionare le unità. Si è anche discusso se nella selezione del campione fosse opportuno tenere conto di caratteri come l'età ed il sesso; siamo giunti alla conclusione di includere l'età, dividendo la popolazione in due strati, il primo costituito dagli alunni di meno di 16 anni o 16 anni, ed il secondo da quelli con più di 16 anni.
La lista dei nominativi degli alunni della scuola, una volta esclusi noi stessi e gli alunni dell'altra classe che, come noi, lavorava sui sondaggi, è risultata essere composta da 350alunni, di cui 140 nella prima fascia di età e 210nella seconda. Avendo stabilito che ogni gruppo fosse formato da 35 alunni, si e proceduto all'estrazione senza ripetizione di 105 nominativi in tutto, 42 dal primo strato e 63 dal secondo. Inoltre, per far fronte all'eventuale assenza di qualcuno, abbiamo anche estratto dei nominativi di riserva. Per la selezione abbiamo utilizzato le funzioni specifiche del programma LOTUS .
Ogni alunno avrebbe dovuto compilare una scheda da noi predisposta, scrivendo la sua data di nascita c la risposta alla domanda sul razzismo corrispondente al suo gruppo di appartenenza.
Il giorno fissato per l'indagine abbiamo potuto contare sulla collaborazione del Preside che, con apposita circolare, ci ha autorizzato ad intervistare gli alunni selezionati. Il lavoro così si è svolto molto velocemente; infatti in circa tre ore abbiamo concluso questa fase.
Successivamente abbiamo effettuato lo spoglio delle schede e immesso i dati nel calcolatore per elaborarli con il programma EXCEL.
Le risposte ottenute nei tre campioni sono riportate nella tabella

TABELLA 1
Risposte fornite a tre domande sul razzismo

   Campione n.1   Campione n.2   Campione n.3
   Sei razzista ?  Ospiteresti in casa tua un coetaneo di colore ?  Se tua sorella o tuo fratello decidesse di sposare una persona di colore, ti opporresti ?
 

%

%

 %

 SI

   4      11.4
  16     45.7
   4      11.4

 NO

  26      76.3
   4     11.4
  18      51.4

 NON SO

   5      14.3
  15     42.9
  13      37.1

 TOTALE

  35     100.0
  35    100.0
  35     100.0

Dal suo esame ci è sembrato che la nostra ipotesi era corretta in quanto, mentre il 76,3% degli alunni del primo campione ha dichiarato di non essere razzista ed il 14,3% non si è pronunciato nel secondo campione il 45,7% ospiterebbe in casa propria un coetaneo di colore ed il 42,9% non sa ed, infine, nel terzo campione il 51,4% non si opporrebbe al matrimonio di un fratello con una persona di colore ed il 37,1% non si esprime. Il fatto che i no alla domanda 3 siano più numerosi dei sì alla domanda 2 I'abbiamo spiegato con la diversa tipologia delle domande; infatti anche se uno è in fondo razzista, può lo stesso essere disposto ad accettare le scelte fatte da un'altra persona.
Abbiamo poi esaminato le risposte per fascia di età e per fare un confronto abbiamo ricavato le distribuzioni di frequenza percentuale, riportate nella tabella 2.

TABELLA 2
Risposte per fasce di età

   Campione n.1  Campione n.2  Campione n.3
   Sei razzista?   Ospiteresti in casa tua un coetaneo di colore?   Se tua sorella o tuo fratello decidesse di sposare una persona di colore, ti opporresti?
 
 <=16     >16
  <=16   >16
  <=16    >16

 SI

  14.3    9.5
  64.3   33.3
     0    19.0

 NO

  78.6   71.4
   0.0   19.0
  64.3    42.9

 NON SO

   7.1   19.1
  35.7   47.7
  35.7    38.1

 TOTALE

 100.0  100.0
 100.0  100.0
 100.0   100.0


I campioni costituiti dai ragazzi con non più di 16 anni hanno mostrato una minore variabilità nelle risposte che più ci interessavano e cioè no alla domanda I, sì alla 2 e no alla3; sembra così che i più giovani siano stati meno influenzati dal modo di porre la domanda e tutto sommato più sinceri.
Concludendo, abbiamo dovuto affrontare vari problemi, ma con la collaborazione e la disponibilità della scuola e degli insegnanti siamo riusciti a superarli; infatti, abbiamo potuto utilizzare i laboratori, rientrare nell'istituto anche nel pomeriggio e disporre delle ore di matematica. Tuttavia, il problema più difficile e sentito da tutti noi è stato quello di riunirsi nelle ore pomeridiane poiché molti di noi abitano in paesi diversi.
Bisogna dire che comunque c'è stato interesse ed impegno da parte di tutti e che si è proceduto nel lavoro in maniera unanime.


CLASSE IV E Comm.

 
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 RILIEVO TOPOGRAFICO

Anno Scolastico 1995/96

Classe IV Sez.A Geometri

Insegnante: Ing. Alfredo Marrese

 
 ELABORATI

 
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INDAGINE STATISTICA

 "Stai sempre davanti al televisore!" E' l'accusa che spesso noi ragazzi ci sentiamo rivolgere dai genitori. Ma è vero? Cogliendo l'occasione dello studio di elementi di statistica,abbiamo voluto dare risposta a tale domanda, mettendo in pratica le nozioni acquisite. Abbiamo preparato una scheda di rilevazione dati da proporre agli alunni che frequentano il nostro Istituto.

Sono stati presi in considerazione 232 alunni di cui 103 femmine e 129 maschi.

E' risultato che il 48% passa davanti alla TV meno di due ore al giorno, il 46% tra due e quattro ore, mentre solo il 6% più di quattro ore.

Come si poteva prevedere i programmi maggiomente seguiti sono quelli serali, mentre i pomeridiani occupano solo il 20%.

Tra i programmi più seguiti al primo posto troviamo i films, seguiti dai programmi sportivi e dai teleflms; all'ultimo posto troviamo le soap opera. Curioso è stato il fatto che i programmi informativi - culturali hanno la stessa percentuale dei cartoni animati.

Classe IV B Comm. a.s. 1996/97

 
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 QUALITA' DELLE ACQUE DEI FIUMI CHIENTI E POTENZA

!in corso di allestimento!

  Aspetti chimici, chimico fisici, batteriologici e mappaggio biologico

L'inquinamento idrico, problema divenuto ormai di primaria importanza per la sempre minore qualità delle nostre acque, può essere attribuito ai seguenti fattori:

A) Scarichi urbani

B) Scarichi industriali nelle acque interne o nel mare

C) Inquinamento termico dovuto ad immissioni di acqua calda (sopratutto da parte di centrali termoelettriche e nucleari)

D) Inquinamenti agricoli

A) Degli ottomila comuni italiani, solo una piccola parte è dotata di impianti di depurtazione che in molti casi non prevedono un trattamento completo delle acque . Nelle fognature cittadine confluiscono le acque domestiche, i rifiuti delle attività artigianali, dei servizi, delle attività industriali che risiedono sul territorio urbano, tutte queste attività producono sostanze nocive difficilmente degradabili. Enormi quantità di detersivi con un tempo medio di biodegradabilità fino a 30 - 40 gg. giungono nei fiumi dando origine a fenomeni di putrefazione ed eutrofizzazione delle acque

B) Gli scarichi delle industrie immettono spesso senza alcun controllo, moltissimi agenti inquinanti difficilmente biodegradabili nelle acque dei fiumi e dei mari. Quando la quantità e la qualità degli scarichi é superiore alla capacità di carico del fiume, si ha la scomparsa della fauna ittica. La grande quantità di rifiuti organici, determina una diminuzione dell'ossigeno disciolto nelle acque, questo fatto facilita un abnorme sviluppo di alghe infestanti e di sedimenti nel letto dei fiumi, nonche la comparsa di vermi chironomidi nelle acque più sporche.

C) L'inquinamento termico, fino ad oggi sottovalutato, é destinato ad aumentarte perché i nuovi impianti per la produzione di energia sono di tipo termoelettrico e peggio ancora termonucleare. Con una temperatura delle acque superiore ai 34°C non é possibile alcuna forma di vita perchè viene compromesso l'equilibrio dell'ambiente acquatico, col crescere della temperatura inoltre diminuisce la solubilità dell'ossigeno ed aumenta il potere tossico di molte sostanze nocive.

D) L'inquinamento derivante dall'attività agricola é causato dall'utilizzo in dosi massiccie di fertilizzanti,erbicidi,pesticidi anticrittogamici, tutti questi prodotti in parte vengono degradati dalla microfauna del terreno o adsorbiti da esso, in parte vengono lisciviati dalle pioggie,filtrano in profondità raggiungendo le falde ed i fiumi. E' questo uno dei fenomeni che concorrono all'eutrofizzazione delle acque con moria di pesci e di microorganismi planctonici aerobici.



 
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 L'INQUINAMENTO ACUSTICO

di

Cagnini Fabrizio

Fabbriconi Francesco

Sparvoli Marco

Montefiori Daniela

classe 3A geometri a.s. 1996/97- Prof.sa E. Vecchietti

 

L'INQUINAMENTO ACUSTICO

Rumore e suono

Il suono è una perturbazione fisica propagantesi in un mezzo che l'orecchio umano è in grado di percepire qualora la frequenza(f) sia compresa tra 20 e 20000 Hertz (Hz) e l'ampiezza sia superiore ad un determinato valore dipendente dalla frequenza.Tale perturbazione produce una variazione della pressione nel mezzo in cui si propaga e ciò determina una vibrazione delle molecole rispetto alla loro posizione d'equilibrio.

Qualora il mezzo di propagazione è costituito dall'aria, le onde sonore vengono generate dalla variazione della pressione atmosferica.La propagazione del suono avviene, quindi, a mezzo di onde ed è caratterizzata da fenomeni di riflessione, diffusione e diffrazione che dipendono dalle caratteristiche fisiche del mezzo e dalle dimensioni della lunghezza d'onda rispetto a quelle degli ostacoli che vi si frappongono.

Il rumore normalmente si definisce come un suono non desiderato, in quanto si caratterizza per essere una sensazione uditiva soggettivamente sgradevole.In modo piu scientifico il rumore puo definirsi, invece, quale "suono, generalmente di natura casuale, il cui spettro di frequenza non presenti regolarità distinguibili".

Concludendo si puo ritenere che ogni sorgente sonora puo trasformarsi, potenzialmente, in una sorgente di rumore, in quanto puo essere fonte di disturbo arrecato a terzi.


Assorbimento, riflessione e trasmissione delle onde sonore

L'energia di un'onda sonora che incontra un ostacolo nel corso della sua propagazione subisce la seguente scomposizione:

- una parte dell'energia (Ea) viene assorbita dal materiale

- una parte dell'energia(Er),viene riflessa dalla superficie dell'ostacolo;

- una parte dell'energia(Et) viene trasmessa oltre l'ostacolo.

La somma delle tre componenti deve essere uguale all'energia incidente, cioe':

Etot=Ea+Er+Et

Determinazione dei livelli in decibel

La pressione sonora, la potenza sonora e l'intensità sonora assumono valori in un intervallo molto ampio e, pertanto, risulta più comodo nello studio dell'acustica esprimere tali grandezze mediante i cosiddetti livelli, intendendo per livello il logaritmo del rapporto tra una data quantità ed una quantità di riferimento dello stesso genere.

L'unità di misura del livello e il decibel (dB), che è definito come dieci volte il logaritmo decimale del rapporto tra il valore della grandezza in esame ed il valore di riferimento.

Si definisce livello di pressione sonora Lp in decibel, corrispondente ad una determinata pressione sonora p, l'espressione:

Lp=10 log(p/po)^ 2 =20 log p/po

Il livello di potenza sonora Lw in decibel l'espressione:

Lw=10 logw/wo

Si osservi che il livello di potenza sonora rappresenta una misura della potenza acustica emessa dalla sorgente e non va confuso con il livello di pressione sonora, il quale dipende, oltre che dalla sorgente, anche dalla distanza della sorgente e dalle caratteristiche acustiche dello spazio che circonda la sorgente.

Si definisce livello di intensità sonora Ll in decibel l'espressione:

Ll=10 log l/lo

Il rumore come fonte d'inquinamento.

Nell'ultimo decennio si e assistito in Italia ad una crescita d'interesse verso l'acustica, soprattutto nelle aree urbane, laddove il rumore rappresenta una fonte di inquinamento notevole.

La volontà comune di non tollerare oltre il fastidio dovuto alle immissioni di rumore nell'ambiente abitativo ha prodotto una crescita esponenziale delle liti giudiziarie che rappresento il primo provvedimento legislativo in materia di valutazione del disturbo arrecato dal rumore prodotto dalle sorgenti sonore fisse.

Ciò ha determinato una spinta del settore produttivo verso la ricerca di materiali specifici per l'isolamento acustico e non più presi in prestito dal settore dell'isolamento termico ed ha fornito al progettista la possibilita di poter intervenire anche in situazioni estremamente difficili con successo, grazie alle caratteristiche di fonoisolamento dei materiali attualmente disponibili.

L'inquinamento da rumore è maggiormente avvertito nei grandi centri urbani, laddove si registrano livelli equivalenti molto elevati lungo le strade esposte all'intenso traffico quotidiano, che pregiudicano a volte anche le condizioni all'interno degli ambienti confinanti.

Il rumore urbano è un rumore con componenti multiple, caratterizzato dall'avere una banda spettrale alquanto larga e dalla presenza di livelli di pressione sonora più elevati alle medie e basse frequenze, che sono quelle che arrecano il maggior disturbo.

Una classificazione delle sorgenti componenti del rumore urbano è stata recentemente operata da Cosa e qui si intende riproporla per la sua validità:

Traffico veicolare;

Apparecchiature di uso domestico ed attività che si svolgono all'interno delle abitazioni;

Impianti in dotazione agli edifici abitativi, quali accessori, impianti termici, elettrici, di sollevamento dell'acqua, ecc.;

Officine artigianali;

Traffico aereo; Traffico ferroviario;

Discoteche e piani bar;

Attivita per lo svago, quali, ad esempio, luna park, palestra ginnica, minigolf, ecc.;

Industrie presenti nel contesto urbano o nelle immediate vicinanze di questo;

Altre sorgenti di rumore non incluse in quelle precedentemente elencate.

Individuazione dei diversi tipi di rumore

Per comprendere meglio gli effetti che può produrre il rumore sull'uomo appare opportuno procedere alla distinzione dei diversi tipi di rumore sulla scorta delle modalità di emissione e delle caratteristiche dello spettro di frequenza.

In particolare possiamo distinguere: il rumore continuo, che persiste per tutto il tempo di osservazione; il rumore discontinuo, cioe un rumore che si interrompe più volte nel corso della sua emissione; il rumore a tempo parziale, cioe un rumore emesso da una sorgente che funzioni in modo continuo o discontinuo; il rumore impulsivo, che è caratterizzato da impulsi sonori isolati di intensità molto elevata; il rumore impulsivo ripetitivo, che è caratterizzato da impulsi sonori di intensità inferiore ai precedenti

SORGENTI Dl RUMORE E SITUAZIONE TIPICHE Dl RUMOROSITA'

dB(A) Pericolosità

116.130 Rumore pericoloso: prevalgono aspetti specifici su quelli psichici e neurovegetativi

86.115 Rumore che produce danno psichico e neurovegetativo, che determina effetti specifici a livello auricolare che può indurre a malattia psicosomatica

66.85 Rumore che disturba e affatica capace di provocare danno psichico e neurovegetativo e in alcuni casi danni uditivi

35.65 Rumore fastidioso e molesto che può disturbare il sonno e il riposo

0.35 Rumore che non arreca fastidio nè danno

dB(A) Siluazioni tipiche esemplificate

130 Sirena di allarme aereo

120 Rumore di aereo in zona di decollo

110 Musica pop

100 Martello pneumatico

90 Metropolitana, e motocicletta

80 Strada a traffico intenso

70 Abitazioni prossime ad autostrade

60 Interno con finestra aperta su strada a traffico intenso

50 Interno con finestra chiusa

40 Stanza di soggiorno tranquilla

30 Fruscio di foglie

10 Deserto

Effetti del rumore sull'uomo

Il rumore può avere un impatto rilevante sulle funzioni psicologiche e fisiologiche dell'uomo, influenzandone negativamente lo stato di benessere.Esso deve essere visto come un fattore di rischio che può indurre alterazioni morbose diversificate.I parametri che incidono sul danno che può derivare dall'inquinamento acustico sono tre e precisamente: - il livello di pressione sonora: - il tempo di esposizione; - la composizione spettrale del rumore.


L'ORECCHIO UMANO. DANNI DA RUMORE.

Le vibrazioni generate da una sorgente sonora producono variazioni corrispondenti nella pressione degli strati d'aria circostanti che si propagano a distanza.L'orecchio raccoglie tali variazioni di pressione e le traduce in segnali elettrici della medesima frequenza e di intensità proporzionale che vengono poi trasmessi attraverso il nervo acustico alla corteccia cerebrale.Affinche un rumore possa venir percepito dall'orecchio umano deve superare un limite inferiore di audibilità. Tale limite richiede il superamento di tre "soglie" distinte: 1) Soglia della durata. 2) Soglia della frequenza. 3) Soglia dell'intensità.

Sensibilità dell'orecchio

La sensibilità dell'orecchio umano è influenzata fortemente dalla frequenza del segnale sonoro e dalla sua intensità .L'orecchio si dimostra assai poco sensibile alle basse frequenze.La sua sensibilità cresce per le frequenze superiori e raggiunge il massimo valore per frequenze intorno ai 4000 Hz.Al di sopra di questo valore la sensibilità auditiva torna nuovamente a ridursi.


Danni da rumore

Il rumore è responsabile di una serie di danni sull'organismo e di una serie di effetti negativi sulla comunità Possono riassumersi in tre principali voci:

1) Danni generali non specifici.

2) Danni specifici a carico dell'udito.

3) Effetti sulla comunità

Danni di tipo non specifico

Danni a carico del sistema endocrino. L'esposizione a rumore molto intenso provoca una iperattività endocrina, con stimolazione della ipofisi, tiroide e ghiandole surrenali.Questa iperattività viene seguita da un'eventuale reazione di adattamento o da inibizione. Nelle pause di silenzio può aversi una ripresa funzionale. Senza volerci addentrare in ulteriori dettagli, si ha l'impressione che il rumore inneschi nell'organismo meccanismi di stress.

Effetti sull'apparato visivo. Il rumore sembra interferire nel senso del rilievo, sulla visione notturna, sul riconoscimento dei colori e sull'acutezza visiva.

Effetti sull'apparato cardiocircolatorio. L'esposizione a rumore continuo con intensità compresa tra 85 e 120 dB favorisce in molti soggetti anomalie sul tracciato elettrocardiografico.

Effetti psicologici. Il rumore conduce ad un'alterazione nella sfera psichica delle persone esposte, sotto forma di irritabilità, incertezza, ecc. Tali alterazioni nel tempo possono produrre modifiche della personalità e/o accentuate taluni aspetti soprattutto in soggetti psicolabili.

Altri effetti: vanno segnalati infine una serie di effetti con origini diverse. Come conseguenza dell'azione del rumore intenso sul sistema nervoso si possono produrre sensazioni di fatica, stordimento, cefalea, riduzione della memoria di fissazione, difficoltà di parola.

Sull'apparato digerente il rumore sembrerebbe esercitare un'azione inibente, così pure per quanto riguarda le secrezioni ghiandolari connesse.

L'apparato respiratorio risponde invece all'esposizione a rumore con aumento della frequenza respiratoria, e una riduzione del volume d'aria circolato. Alla cessione del rumore la frequenza respiratoria si normalizza ed anche il volume circolato ritorna ai valori iniziali.


Danni specifici a carico dell'udito.

I danni provocati dal rumore a carico dell'apparato uditivo si possono distinguere per ordine di gravità in 4 classi:

1) innalzamento della soglia auditiva monoaurale;

2) innalzamento della soglia auditiva biaurale (fatica auditiva);

3) traumi acustici;

4) sordità professionale.

Effetti del rumore sul "rendimento" lavorativo

Gli effetti del rumore sulle attività lavorative dell'uomo rappresentano un capitolo complesso nel quale non si è ancora fatta piena luce.Il rumore costituisce uno stimolo sensoriale, ma privo nella gran parte dei casi di informazioni utilizzabili. Come stimolo, richiede però dal soggetto uno sforzo di attenzione proprio allo scopo di decifrarne la mancanza di informazione.

Effetti del rumore sul sonno

Il rumore notturno è potenzialmente più dannoso del rumore diurno. Esso infatti coincide con il periodo di riposo, quando i naturali "meccanismi" di protezione e di filtro risultano allentati e l'organismo si trova in una situazione di maggiore vulnerabilità Il rumore notturno produce disturbo del sonno e impedisce il naturale recupero dopo l'esposizione al rumore diurno.Si consideri che durante la notte il rumore di fondo diminuisce sensibilmente e pertanto anche rumori con intensità moderata e di breve durata, producono disturbo.Infatti, oltre al valore del livello sonoro, ha importanza la sua differenza con il rumore di fondo medio.La maggior lesivita del rumore notturno è d'altronde riconosciuta dalle normative internazionali, tra cui la ISO, che impone una maggiorazione di +5 dB, a parità di effetti e di tollerabilità, rispetto al rumore diurno.Nelle aree urbane il rumore dovuto al traffico costituisce in generale la più importante causa di disturbo in tutto l'arco delle 24 ore. I suoi effetti risultano però tanto più nocivi durante la notte e tali da giustificare seri interventi di disciplina del traffico e limitazione del rumore emesso.

Il controllo del rumore negli ambienti interni

Il controllo del rumore può generalmente essere definito "come la tecnologia che punta ad ottenere un ambiente accettabile per quel che riguarda la rumorosità, compatibilmente con considerazioni d'ordine economico e realizzativo".In modo piu realistico, si può dire che il controllo del rumore dovrebbe essere alla base di qualsiasi tipo di progettazione ed iniziare con la scelta del sito ove far sorgere l'edificio ed il posizionamento dello stesso rispetto alle sorgenti di rumore presenti nell'ambiente circostante in funzione della destinazione che gli si vuole conferire.Il passo successivo consisterà poi, nel fissare per ciascuno ambiente interno all'edificio il livello massimo di rumore accettabile in funzione delle sorgenti di rumore che verranno installate.Gli ambienti interni possono essere suddivisi in tre categorie: - ambienti protetti; - ambienti rumorosi ; - ambienti che necessitano allo stesso tempo di essere protetti e di contenere una sorgente di rumore es. discoteche, cinema, ecc.)

Trasmissione

Il rumore emesso da una sorgente puo essere trasmesso agli ambienti circostanti in due modi, vale a dire attraverso l'aria atmosferica e le strutture dell'edificio, cioè le pareti ed il solaio.Per quanto attiene in particolare alla trasmissione attraverso le strutture, qualora le onde sonore provenienti dalla sorgente incidono sulle pareti, ne causano impercettibili vibrazioni, la cui energia si diffonde a mezzo delle strutture murarie in tutto l'edificio e ciò produce l'immissione di onde sonore, anche se attenuate, negli ambienti circostanti. Analogamente avviene per il solaio.


Il rumore dovuto al traffico dei veicoli

La circolazione dei veicoli produce prevalentemente tre tipi di rumori: - il primo dovuto al funzionamento delle parti meccaniche (rumore di origine meccanica), che varia in funzione delle potenza di regime del motore e si trasmette alle diverse parti della struttura del veicolo, dalla quale viene amplificato; - il secondo dovuto al rotolamento dei pneumatici sul manto della superficie stradale (rumore di contatto), che varia in funzione della natura del contatto ed in particolare del tipo di rilievo della carreggiata e del pneumatico; - il terzo dovuto al passaggio del veicolo nell'aria (rumore aerodinamico), la cui pressione sonora è praticamente proporzionale al quadrato della velocità e varia in funzione del coefficiente di penetrazione aerodinamica del veicolo.

Ciascun veicolo emette, però un rumore variabile, che dipende dalle sue condizioni di usura, dalla velocità, dalle condizioni di guida e di quelle della carreggiata.

Il rumore del traffico e infatti un fenomeno molto più complesso e dipende dalla portata e dalla velocità dei veicoli, dalla natura del manto stradale, dal profilo trasversale della strada, dalle superfici riflettenti e dagli ostacoli posti lungo il percorso, nonché dalla posizione del veicolo lungo la via. Nelle strade a traffico intenso, il rumore risulta praticamente continuo e le sue fluttuazioni dipendono esclusivamente dalle variazioni della concentrazione e del tipo di veicolo.


Il rumore dovuto al traffico ferroviario

Il rumore prodotto dalla circolazione dei treni può essere scomposta in due componenti:

a) la prima è relativa al contatto tra le ruote e le rotaie;

b) la seconda è relativa al rumore prodotto da sorgenti secondarie ed occasionali.

Il contatto tra le ruote e le rotaie, produce il rilascio dell'energia accumulata, che dà origine a vibrazioni meccaniche. Tali vibrazioni producono, onde sonore che si propagano nel mezzo aereo circostante.

Le sorgenti secondarie comprendono i rumori prodotti dai motori di trazione, dagli apparecchi di raffreddamento e dallo scarico dei gas combusti, qualora la trazione sia diesel, o dallo strisciamento dei pantografi sulla linea aerea per captazione della corrente, qualora la trazione sia elettrica, mentre le sorgenti occasionali comprendono il rumore di tipo impulsivo, prodotto dal passaggio delle vetture sui giunti delle rotaie e sugli scambi, ed il rumore con toni puri che si genera durante l'azione di frenatura.

Rumore dovuto al traffico aereo

Gli aerei rappresentano le sorgenti di rumore dotate di maggiore potenza acustica. Il rumore da essi prodotto si differenzia notevolmente da altri tipi di rumore per il fatto che si manifesta con elevati livelli di pressione acustica che sovrastano in modo preponderante il livello del rumore di fondo.

Caratteristiche del clima acustico e relazione di impatto acustico

La caratterizzazione del clima acustico dell'ambiente urbano può assumere un ruolo di grande rilevanza nella fase di pianificazione ambientale del territorio ed in quella decisionale degli interventi di bonifica acustica da effettuare per riportare a livelli di rumorosità accettabili zone non industriali, ma soggette a sorgenti mobili ed in modo particolare al traffico veicolare.E' auspicabile che le Amministrazioni Pubbliche competenti provvedano al più presto ad un rilievo del clima acustico, perchè solo in funzione di ciò sarà possibile verificare se i limiti di rumorosità delle singole zone in cui si andrà a suddividere il territorio urbano siano già rispettati o dovranno essere adottate misure, attive e/o passive, per alcune di esse al fine di far rientrare i livelli di rumorosità entro i limiti. Sarà inevitabile la revisione degli strumenti urbanistici. Gli interventi che si dovranno mettere in atto nella fase, cioè qualora il clima acustico sia tale da non garantire il rispetto dei limiti di zona, possono essere distinti in:- interventi attivi;-. interventi passivi.

Tra i provvedimenti attivi rientrano:

-l'inibizione di attività rumorose qualora la loro presenza impedisca il rientro nei limiti di zona;

-la chiusura alla circolazione autoveicolare delle strade dei centri storici e l'inibizione alla circolazione in tutto il centro urbano alle motociclette.

Tra i provvedimenti passivi rientrano:

- l'istallazione di barriere acustiche, laddove urbanisticamente possibile;

- la realizzazione di parcheggi fuori dai centri urbani ed in prossimità di fermate di linee metropolitane o di automezzi di trasporto pubblico;

- la riclassificazione delle zone urbanistiche, i cui connotati siano stati completamente alterati dall'abusivismo edilizio.

Nella seconda fase dovranno rientrare i seguenti interventi: 1. la sostituzione di vecchi autobus, molto rumorosi, con altri di nuova concezione o addirittura con altri dotati di motore elettrico; 2. la realizzazione e/o il potenziamento delle linee tranviarie rapide e delle linee metropolitane nelle grandi città; 3. il controllo della rumorosità dei veicoli ed in special modo delle motociclette; 4. il controllo dell'attività edilizia sul territorio

Interventi per la difesa dall'inquinamento acustico dovuto al traffico veicolare

- Attenuazione del rumore a livello progettuale

Qualora si debba realizzare un edificio, bisognerà tener presente, innanzitutto, la sua destinazione, che potrebbe richiedere condizioni di particolare quiete e, pertanto, si sceglierà in tal caso un sito lontano dalle strade a traffico intenso.

Invece, se si deve progettare una strada, occorra individuare un tracciato che non passi per zone intensamente edificate e, comunque, conferirgli delle caratteristiche tali da ridurre la velocità del traffico, senza, però nuocere alla sua scorrevolezza

-Attenuazione del rumore mediante l'inserimento di barriere acustiche

Negli ultimi anni si è andato diffondendo in Italia l'utilizzo delle barriere acustiche, dapprima introdotto per proteggere dalla immissioni di rumore veicolare gli edifici posti in prossimita delle carreggiate autostradali e, poi, trasferito anche in citta, dove le barriere vengono impiegate soprattutto sugli svincoli autostradali in prossimita dei centri urbani e sulle sopraelevate che passano all'interno del tessuto urbano. L'installazione delle barriere acustiche apporta in termini di benefici un'attenuazione del rumore nelle bande relative alla frequenze medio-alte per distanze variabili da 10 a 100 metri, mentre superati i 150 metri l'attenuazione diventa quasi nulla.

Il progetto e la costruzione delle barriere antirumore richiedono che siano valutate anche le specifiche di sicurezza nonchè quelle di natura estetica, le prime, richieste per evitare che possano derivare danni a cose ed a persone, le seconde per non rovinare l'estetica dell'ambiente in cui bisogna collocarle. Occorre procedere al corretto dimensionamento delle strutture, tenendo conto eventualmente dell'esposizione al vento della zona, ed individuare il tipo di barriera che meglio si integra nel contesto ambientale. Si possono classificare le barriere antirumore in funzione: 1. dell'altezza; 2. delle caratteristiche acustiche del materiale. `Esse si distinguono in : - schemi di grande altezza; - schemi di media altezza; - barriere metalliche ; - barriere in calcestruzzo con argilla espansa; - barriere trasparenti; - barriere in legno; - barriere vegetative.

-Attenuazione del rumore mediante l'impiego di asfalti fonoassorbenti

L'impiego di asfalti drenanti- fonoassorbenti, che si e diffuso anche in Italia a partire dalla seconda metà degli anni '80, consente di ridurre sia il rumore prodotto dal rotolamento dei pneumatici sul manto della superficie stradale sia il rumore che, prodotto dal motore e dagli organi rotanti, viene riflesso dal manto stradale. E' stato riscontrato che esse sortiscono i seguenti effetti: - eliminazione totale del fenomeno dell'acquaplanning; - eliminazione delle scie e della nebulizzazione dell'acqua; - riduzione della viscosità dovuta alla pioggia; - aumento della visibilità. La fonoassorbenza e la drenabilità sono strettamente correlate e vanno ottimizzate in funzione della composizione granulometrica, dalla quale dipende il compromesso tra prestazioni fonoassorbenti e drenanti.


Interventi contro il rumore dovuto al traffico autostradale extraurbano

Esistono fondamentalmente due tipi possibili di azione.

Il primo va preso obbligatoriamente "a monte" e consiste in una pianificazione del percorso stradale in modo da evitare o ridurre al minimo le intersezioni con zone residenziali.

Il secondo tipo di azione consiste in una serie possibile di modifiche strutturali nei confronti della sede stradale e/o delle fasce di terreno limitrofe.

Anche questi interventi dovrebbero venire decisi in fase di pianificazione.

Il concetto base e quello di realizzare delle barriere lungo le sedi stradali, utilizzando materiali con proprietà fonoassorbenti, o disponibili naturalmente o prodotti artificialmente.

La barriera riduce l'entità di energia sonora irradiata verso le zone o edifici dietro di essa.

Si possono identificare le seguenti soluzioni:

- realizzazione di terrapieni tra la sede stradale e il territorio;

- realizzazione di pareti con caratteristiche di barriera a rumore e fonoassorbenti;

- sistemi misti terrapieno barriere;

- abbassamento del fondo stradale e impiego di terrapieni.

Un caso particolare è rappresentato dalle strade sopraelevate di scorrimento che attraversano le zone urbane correndo all'altezza dei primi piani. Un sistema efficace per ridurre l'emissione di rumore consiste nella progettazione di strutture provviste di pareti perimetrali a tutta altezza.


BIBLIOGRAFIA

ANTONIO BRIGANTI (1981). "Il controllo del rumore negli ambienti civili e industriali". F.lli Jodice, Gaggiano (Milano).

RAFFAELE GIGANTE (1996). "Rumore ed isolamento acustico". Dario Flaccovio editore s.r.l., Palermo.

GIUSEPPE MUROLO (1996). "Elementi di ecologia ed ecologia applicata". Edizioni Calderini, Bologna.

ODUM E.P. (1969). "Ecologia". Zanichelli, Bologna.

FLOCCIA M., GISOTTI G., SANNA M. (1985). "Dizionario dell'inquinamento. Cause, effetti, rimedi, normativa". La Nuova Italia Scientifica, Roma.

UN RINGRAZIAMENTO PARTICOLARE AL PROF. TOBALDI FABRIZIO PER LA GENTILE COLLABORAZIONE




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